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“Radici e Stagioni” – Notizie dai nostri campi del mese di luglio 2026

terreno

Luglio da noi sta a metà strada. I trapianti si chiudono mentre le raccolte estive entrano nel vivo. Quest’anno il calendario è corso più veloce del previsto. Il basilico ha finito il suo programma con settimane di anticipo. Le cipolle sono uscite dal campo prima del solito. Benedetta Zauli, responsabile agricoltura LaSelva, ci racconta un mese in cui la stagione asciutta ha lavorato a nostro favore. “Luglio è un mese di transizione, tra i trapianti e le raccolte”, spiega.

La raccolta principale del mese è stata quella del basilico. Ai primi di luglio avevamo già finito la parte destinata al pesto. “Abbiamo raggiunto il programma di trasformazione molto velocemente”, ci racconta Benedetta. Quel basilico diventa il nostro Pesto di basilico bio, preparato con le foglie raccolte nei campi qui intorno.
La resa ci ha sorpreso in positivo. Ora la raccolta procede a rilento, per scelta. “Raccogliamo il basilico che andrà all’interno della salsa al basilico”, spiega Benedetta. Parliamo della Salsa di pomodoro con basilico bio, il sugo pronto in cui pomodoro e basilico arrivano dalla stessa terra.

basilico

A luglio abbiamo aperto la raccolta delle melanzane. Stanno andando molto bene. Una parte finisce sulla griglia per diventare le nostre Melanzane grigliate sott’olio bio, tagliate a fette e conservate in olio.

Verso fine mese sono arrivate le cipolle. “Un prodotto sano e di un’elevata qualità”, conferma Benedetta. Anche sulle quantità siamo contenti. La raccolta sta correndo più veloce del solito. Ci ha aiutato una nuova raccoglitrice, una macchina semplice che ha sostituito quella vecchia. Con questa lavoriamo meglio nei tempi stretti dell’estate.

cipolla

Sui trattamenti luglio ci lascia un buon bilancio. Abbiamo ridotto molto le quantità di rame distribuite sugli ortaggi. La stagione secca ci sta dando una mano concreta. Al mattino un po’ di umidità arriva, però non basta per far sviluppare le malattie fungine. “Abbiamo tutti gli ortaggi molto sani”, conferma Benedetta.

Il criterio con cui lavoriamo resta lo stesso da quarant’anni. Guardiamo il campo, poi decidiamo. Se le condizioni non favoriscono le malattie, riduciamo gli interventi invece di ripeterli per abitudine. Vale per il rame sugli ortaggi. Vale per i trattamenti in vigna, fermi da fine giugno.

Il lavoro manuale è continuato senza pause. Le squadre hanno proseguito con le scerbature, la rimozione a mano delle erbe infestanti tra le file. È un’operazione lenta. Nel biologico resta l’unico modo per tenere pulito il campo.

Quest’anno le piante portano un carico d’uva importante, intorno ai 70-80 quintali per ettaro. Il merito è delle piogge invernali, che hanno favorito l’allegagione, cioè il passaggio dal fiore all’acino. In alcuni vigneti quel carico è troppo. Parliamo di appezzamenti che negli anni hanno faticato a portare tutta l’uva a maturazione.

Per questo siamo intervenuti con il diradamento, selezionando i grappoli da lasciare sulla pianta. «Abbiamo ridotto il carico di almeno il 50%, così da alleggerire la pianta e aiutarla a portare l’uva a piena maturazione», spiega Benedetta. Meno grappoli significa infatti più energia per quelli che restano, rinunciamo a una parte della quantità per ottenere una maturazione migliore.

Sul fronte sanitario abbiamo chiuso i trattamenti già a fine giugno. Il clima secco non ha permesso la comparsa delle malattie fungine. Chiudere in anticipo vuol dire anche meno passaggi con i mezzi tra i filari. Non abbiamo trovato marciumi né attacchi di tignola, l’insetto che buca gli acini. Tutti gli ettari sono raccoglibili. L’uva per ora è di qualità.

cantina

La siccità ci ha chiesto acqua. Nei vigneti con impianto abbiamo irrigato almeno due volte, con 24 ore d’acqua distribuite in due cicli. Sono numeri contenuti per un’annata così asciutta. Irrighiamo quando serve alla pianta, non a calendario.

I pozzi stanno reggendo bene. “Per ora non abbiamo avuto problemi di acqua, stiamo gestendo bene le nostre risorse idriche”, ci conferma Benedetta. Il prelievo lo teniamo sotto controllo per tutta la stagione. In Maremma l’acqua è la risorsa che decide l’annata.

Sul pomodorino luglio è stato un mese di accompagnamento. Abbiamo ridotto l’acqua per favorire la maturazione degli ultimi frutti ancora arancioni. È un’operazione che facciamo una settimana o dieci giorni prima della raccolta, a seconda del terreno. La pianta perde la parte verde. Questo rende più semplice anche il lavoro di raccolta.

I pomodori più tardivi stanno bene. Li teniamo sotto controllo campo per campo, in attesa del loro turno. Il pomodoro resta il prodotto attorno a cui ruota gran parte del nostro lavoro. Dalla sua raccolta dipendono le settimane di trasformazione che ci aspettano fino a settembre.

pomodori

Mentre raccoglievamo, abbiamo iniziato a preparare la campagna del prossimo anno. Abbiamo steso il letame nei campi che ospiteranno gli ortaggi nel 2027. Abbiamo lavorato la terra per i nuovi trapianti di carciofi.

Sui carciofi già in campo abbiamo cominciato la trinciatura. La pianta la teniamo per due anni. La trinciamo raso terra così ricaccia dai carducci, i germogli che restano sotto la superficie.

Il 30 luglio è partito il trapianto degli ortaggi invernali. I primi cavoli sono già a dimora. Una parte andrà al nostro punto vendita di Albinia. Un’altra finirà nella Giardiniera in agrodolce bio, il mix di verdure che prepariamo per la tavola d’inverno. Seminare a luglio quello che si mangia a gennaio è il ritmo normale dei nostri campi.

Agosto porta il lavoro più intenso dell’anno. Chiudiamo la trinciatura dei carciofi. Partono i trapianti dei nuovi carciofeti sulla terra preparata a luglio. Continuano le raccolte di cipolle e melanzane.

Soprattutto entra in campo il pomodoro. In questi giorni è partita la raccolta del pomodorino destinato all’essiccazione. Dietro arrivano i pomodori da salsa, con i primi camion verso lo stabilimento. In stalla il mese di luglio è passato tranquillo, senza scossoni.

Dal campo alla vostra tavola, con autenticità e pazienza.
La famiglia LaSelva

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